Misticismo - Esoterismo

La Rosa come Simbolo dell'Anima in evoluzione.

La Mistica dell'Anima - Il Nettare della Rosa

La Mistica dell'Anima - Il Nettare della Rosa
Dio, Teologia, Misticismo, Filosofia, Gnosi, Esoterismo.

giovedì 23 gennaio 2014

KABBALAH E MISTICISMO EBRAICO














La Kabbalah o Qabbala'h è parte della tradizione esoterica della mistica ebraica.


In Ebraico Qabbaláh (ebr. קבלה) è l'atto di ricevere, la tradizione (la parola ebraica designa anche la ricevuta, ad esempio in una transazione commerciale, e la funzione di ingresso del sabato, la maggiore festa ebraica).


Base del pensiero cabalistico è la Bibbia ebraica o Tanakh (acronimo per "Torah, Profeti, Scritti").

La secolare esegesi del Tanakh, già contenuta nella halakháh (presentazione della casistica giuridica), nella haggadáh (sotto forma narrativa), nei due Talmudím, il babilonese e il gerosolimitano, e nei molti midrashím, aveva ormai da secoli posto l'interpretazione del testo sacro al centro della vita dell'Israelita.










Si fa risalire la nascita della visione cabbalistica alla pubblicazione del libro Zohar (splendore), pubblicato intorno al XIII secolo, o al precedente Sépher Yetziràh (Libro della formazione), che però è, secondo alcuni, un'opera più esegetica che filosofica.


SEPHIRAH

Il fulcro dell'elaborazione delle dottrine mistiche riguardanti l'aspetto segreto del creato è un'opera composta verosimilmente in Éretz Yisraél nel VI o VII secolo, il Sépher Yetziráh.

Nel Sépher Yetziràh, che tratta delle forze segrete del cosmo, si trova la prima menzione di un termine che diventerà centrale nella successiva speculazione: la nozione di sefiráh.

Letteralmente sephirah o sefiráh (plur. sephiroth o sefirót ) significa "calcolo, numerazione".


Nel Sépher Yetziràh il termine acquista un significato più ampio: le Sephiroth sono manifestazioni allusive dell'energia divina.

Gli autori cabalistici amano paragonare le sephiroth a zaffiri, partendo da un'assonanza dei due termini.

Tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII, fa la sua comparsa una vasta letteratura mistica già ben organizzata sulla dottrina delle sephiroth; queste si possono definire i gradi per mezzo dei quali Dio agisce nel creato.

Praticamente tutti i mistici affermano che esse sono in numero di dieci.




I NOMI DELLE SEPHIROTH

Le Sephiroth hanno anche dei nomi propri: Kéter (corona), la più alta e più vicina a Dio; Bináh (scienza o conoscenza) e Khokhmáh o Hokmah o Chochmah (saggezza) a un livello inferiore; Ghevuráh o Gheburáh (forza) e Khésed o Hésed (misericordia o pietà) al terzo livello; Tiféret (bellezza) al quarto; Hod (gloria) e Nétzah (eternità o vittoria) al quinto; Yesód (fondamento o fondazione) al sesto; Malkhút (regno), la più prossima all'uomo.


Questi sono i nomi più frequentemente usati. A volte Ghevurah viene chiamata Din (giudizio) o Pachad (paura), Khesed può essere chiamata Ghedulláh (grandezza), Tiferet Rakhamím (misericordia).


Le sefirot vengono rappresentate secondo uno schema detto "Albero della Vita". Inoltre esiste anche una "undicesima" (anche se impropriamente detto) Sephira:

Daath che si colloca tra Binah, Hokmah e Hesed e rappresenta il divario tra l'Uomo e Dio.







L'ALBERO DELLA VITA



Al centro si trova la colonna dell'equilibrio che da Keter, attraverso Tiferet e Yesod, raggiunge Malkhut. A sinistra e destra di Keter si dipartono altre due colonne: quella della Grazia, attraverso Hochmah, Hesed e Netzah; quella della severità risalendo attraverso Hod, Ghevurah e Binah.




I QUATTRO MONDI

All'inizio del XIV secolo si cominciarono a distinguere quattro mondi nel creato: la Atzilút (emanazione), la Beriáh (creazione), la Yetziráh (formazione) e la Asiyáh (realizzazione).

Con questi nomi si indica il variare del tipo di influsso delle sefirot. Il mondo dell'Atzilut, che è più vicino a Dio, è retto da forze solo immateriali.


La componente materiale aumenta man mano che ci si allontana dall'Emanatore.




L'ALCHIMIA CABALISTICA

Già nel duecentesco Séfer ha-Zóhar si trovano spunti alchemici legati al simbolismo delle sefirot e della trasmutazione dei metalli.

I sette tipi di oro menzionati nella tradizione diventano una metafora delle sette sefirot inferiori, mentre Binah è chiamata "l'oro superno".

L'anonimo trattato di alchimia Esh metzaréf (Il fuoco del fonditore) ebbe notevole diffusione, tanto che non ci è giunto nell'originale ebraico ma in traduzioni latine.




LO ZOHAR

Sefer ha-Zohar (il Libro dello Splendore) o semplicemente Zohar (in ebraico זהר Zohar "splendore") è il libro più importante della tradizione cabalistica.










Il termine Zohar è un termine generico che serve da titolo a un corpus letterario composito la cui redazione comprende più decenni.


In realtà, questo titolo non indica altro che la parte principale del testo.

Secondo molti accademici moderni l'autore dello Zohar fu Mosè di Leon, intellettuale ebreo del XIII secolo che, prima del Sefer ha-Zohar, aveva redatto alcune opere in ebraico.


Secondo questa ipotesi, Mosè fece ricorso alla lingua aramaica per far credere che l'opera letteraria appartenesse all'eminente saggio tamuldico del II secolo Shimon bar Yohai; teoria, quella di attribuire la paternità del testo a quest'ultimo Rabbino del Talmud, più fedele alla dottrina tradizionale della religione ebraica.





EMANAZIONI NELLA KABBALAH

Si pone il problema di come possa un ente infinito, quello che per primo Isacco il Cieco chiamò l'En Sof (non-fine), emanare aspetti di sé in un mondo finito.











Secondo Mosè Cordovano Dio si "contrasse" per poter emanare la sua energia nel mondo finito e " mostrare la Sua gloria alle genti".

La contrazione di Dio (tzimtzúm) è al centro della speculazione di Isaac Luria.

In conseguenza dell'emanazione, secondo Luria, si crearono dei vasi per contenere l'energia divina.


I vasi superni, i più forti, resistettero bene alla pressione della luce, ma gli inferiori si ruppero e dispersero l'energia.

I frammenti dei vasi rotti contengono ancora particelle di luce:
queste sono le qelippót (scorze), le forze del male.




TECNICHE CABALISTICHE


1) Ghematria: Con essa si può stabilire l'equivalenza fra due parole le cui lettere abbiano lo stesso valore numerico, e si può anche passare dall'una all'altra: il Messia è detto perciò il Consolatore (Menahem), perche' quest'ultima parola ha lo stesso valore numerico (138) di Cemah, che designa il Messia.


2) Notaricon: (sistema di abbreviazione) Con cui si può costruire una proposizione con una sola parola, prendendo ogni lettera come iniziale di altre parole e viceversa, il Salmo 92 è di Mosè, perche' le iniziali del titolo (Mizmor chir hachabat) danno Mchh che è uguale a Mosè; l'anima di Adamo si è reincarnata in Davide ed anche Mosè perchè Adamo contiene inoltre Davide e Mosè.


3) Temura: Si complica a causa di equivalenze e scambi di lettere, dando luogo ad infinite combinazioni e ai casi più imprevisti: i cieli sono composti di fuoco e acqua perche' Shamaim (cieli) = Maim (acqua) più ech (fuoco)





LA MERKAVAH E L'ESOTERISMO DELLO ZOHAR




"Il visibile non è altro che il riflesso dell'invisibile".
(ZOHAR)


LA KABBALAH








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MICHELE P.