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La Mistica dell'Anima - Il Nettare della Rosa

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Dio, Teologia, Misticismo, Filosofia, Gnosi, Esoterismo.

giovedì 23 gennaio 2014

IL RE DAVIDE di Michele Perrotta









RE DAVIDE  di Michele Perrotta



Il grande Re che viene descritto nella Bibbia è Davide, colui che viene dipinto in maniera differente nella Sacra scrittura stessa. L’opera storica del deuteronomista ci mostro un Re che è vissuto tra luci ed ombre, con pregi e difetti.

L’opera storica del cronista, invece, dipinge Davide come il grande uomo del culto – Davide ha progettato il tempio, che completerà suo figlo Salomone, ed ha portato l’Arca dell’alleanza a Gerusalemme. 


Nel Libro dei Salmi (Salterio) emerge un’altra figura di Davide, quella dell’artista, dell’orante, del musico, del poeta.

Davide incarna l’allegoria dell’arte spirituale.  

 “Al maestro di coro. Sul canto: "I Torchi...".  Salmo. Di Davide.  O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:  sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.  Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,  per ridurre al silenzio nemici e ribelli.  Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,  che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?  Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato:  gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi;  tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.  O Signore, nostro Dio,  quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
 (SALMO 8:1-10)   


 “Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: "La Scrittura dice:  La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri".   Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì.   Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide", si sdegnarono e gli dissero: "Non senti quello che dicono?".  Gesù rispose loro: "Sì, non avete mai letto:  Dalla bocca dei bambini e dei lattanti ti sei procurata una lode?”.  (MATTEO 21:12-16)       


Davide è un uomo che nonostante i suoi peccati è sempre pronto a chiedere perdono a Dio, è l’archetipo del giusto Re, con i suoi pregi e con i suoi difetti; pur restando un uomo Davide sarà colui che, attraverso la sua stirpe, genererà il Messia santo – il Cristo. 


Nel Nuovo Testamento, infatti, Davide è collegato in maniera inequivocabile con la dinastia messianica di Gesù di Nazaret. Betlemme, terra di Re davide,  è l’inizio di tale profezia compiuta; Davide è il “Re pastore” che santifica Betlemme, la città della natività di Cristo – Cristo fu venerato, oltre che dai Magi, dai Pastori: 

“E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,  da te mi uscirà colui  che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui  fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele”
 (MICHEA 5:1-2)  


 “E TU, BETLEMME, TERRA DI GIUDA, NON SEI DAVVERO IL PIU’ PICCOLO CAPOLUOGO DI GIUDA: DA TE USCIRA’ INFATTI UN CAPO CHE PASCERA’ IL MIO POPOLO, ISRAELE”. (MATTEO 2:6)   


Davide è la prefigurazione del Messia stesso, la persona ideale capace di portare avanti il disegno dell’Eterno.   

Cristo nel Vangelo di Giovanni dichiara: 

 “IO SONO IL BUON PASTORE; IL BUON PASTORE DA’ LA SUA VITA PER LE PECORE…NESSUNO ME LA TOGLIE, MA IO LA DEPONGO DA ME. HO IL POTERE DI DEPORLA E HO IL POTERE DI RIPRENDERLA. QUEST’ORDINE HO RICEVUTO DAL PADRE MIO ”. (GIOVANNI 10: 11-18)               



La principale narrazione di Davide è presente nei seguenti libri:      

*1SAMUELE capitolo 16 · 
*1RE capitolo 2   


Gli eventi raccontati sulla storia di Re Davide sono presenti anche nel libro delle Cronache dove però i difetti del secondo Messia d’Israele vengono in qualche modo cancellati. 

Davide fu eletto “unto dal signore” dal profeta Samuele quando in carica vi erà già un altro Re – Saul.  


“E il Signore disse a Samuele: "Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni su Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re".   Samuele rispose: "Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà". Il Signore soggiunse: "Prenderai con te una giovenca e dirai: Sono venuto per sacrificare al Signore.  Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dirò".  Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: "È di buon augurio la tua venuta?".  Rispose: "È di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore. Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio". Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.  Quando furono entrati, egli osservò Eliab e chiese: "È forse davanti al Signore il suo consacrato?".  Il Signore rispose a Samuele: "Non guardare al suo aspetto né all'imponenza della sua statura. Io l'ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore".   Iesse fece allora venire Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi disse: "Nemmeno su costui cade la scelta del Signore".   Iesse fece passare Samma e quegli disse: "Nemmeno su costui cade la scelta del Signore".  Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi".  Samuele chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele ordinò a Iesse: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui".  Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto.
Disse il Signore: "Alzati e ungilo: è lui!".  Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.  Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul ed egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del Signore.  Allora i servi di Saul gli dissero: "Vedi, un cattivo spirito sovrumano ti turba.  Comandi il signor nostro ai ministri che gli stanno intorno e noi cercheremo un uomo abile a suonare la cetra. Quando il sovrumano spirito cattivo ti investirà, quegli metterà mano alla cetra e ti sentirai meglio".  Saul rispose ai ministri: "Ebbene cercatemi un uomo che suoni bene e fatelo venire da me".  Rispose uno dei giovani: "Ecco, ho visto il figlio di Iesse il Betlemmita: egli sa suonare ed è forte e coraggioso, abile nelle armi, saggio di parole, di bell'aspetto e il Signore è con lui".  Saul mandò messaggeri a Iesse con quest'invito: "Mandami Davide tuo figlio, quello che sta con il gregge".  Iesse preparò un asino e provvide pane e un otre di vino e un capretto, affidò tutto a Davide suo figlio e lo inviò a Saul.  Davide giunse da Saul e cominciò a stare alla sua presenza. Saul gli si affezionò molto e Davide divenne suo scudiero.  E Saul mandò a dire a Iesse: "Rimanga Davide con me, perché ha trovato grazia ai miei occhi".  Quando dunque lo spirito sovrumano investiva Saul, Davide prendeva in mano la cetra e suonava: Saul si calmava e si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava da lui”. 
(1SAMUELE 16:1-23)     


Il profeta Samuele aveva scelto Saul quando il popolo a gran voce chiedeva un Re, ma Saul fu un Re disobbediente; Saul non ascolta, fa sempre di testa propria, perciò il Signore lo rifiuta e sceglie Davide. E’ doveroso ricordare che questa vicenda è considerata di natura teologica più che storica. Il racconto rimarca infatti i limiti degli uomini che dietro a tali eventi straordinari non riescono mai a decifrare con precisione il disegno del Signore, infatti, viene scelto Re l’ultimo dei figli di Iesse, un giovane pastorello - 

“..L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore…”              
















“Le donne danzavano e cantavano alternandosi:  "Saul ha ucciso i suoi mille, Davide i suoi diecimila".  Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: "Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno".  Così da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide.  Il giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s'impossessò di Saul, il quale si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia.  Saul impugnò la lancia, pensando: "Inchioderò Davide al muro!". Ma Davide gli sfuggì davanti per due volte.  Saul cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perché il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul.  Saul lo allontanò da sé e lo fece capo di migliaia e Davide andava e veniva alla testa del suo gruppo.  Davide riusciva in tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui.  Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui”. 
(1 SAMUELE 18:7-15)        



GLI EVENTI:  

UN RE PER ISRAELE   

Passarono più di due secoli dalla conquista della Palestina avvenuta nel XIII sec. a.C. sino all’inizio della monarchia, quando Samuele consacrò Saul come primo Re d’Israele. 
Questi due secoli di avvenimenti sono narrati nel Libro dei Giudici.
Nel libro dei Giudici la Bibbia racconta le imprese compiute degli antichi eroi che guidarono il popolo ebraico nella complessa esperienza dell’insediamento in Palestina e della propria sopravvivenza. 
L’ultimo dei Giudici fu il profeta Samuele, l’anello di congiunzione tra l’epoca dei giudici e la monarchia.           



SAMUELE PROFETA DELL’ANTICO TESTAMENTO  

Figlio di Elkana e Anna, Samuele nacque in risposta alle preghiere di sua madre (1 Sam. 1).
Ancora bambino fu affidato alle cure di Eli, sommo sacerdote del tabernacolo che si trovava a Sciloh (1 Sam. 2:11; 3:1). 

Il Signore chiamò Samuele ancora in tenera età a diventare profeta (1 Sam. 3). 

Dopo la morte di Eli Samuele diventò il grande profeta e giudice di Israele e ristabilì la legge, l'ordine e il regolare culto religioso nel paese (1 Sam. 4:15–18; 7:3–17). 1 Sam. 28:5–20 contiene la storia dell'evocazione dello spirito di Samuele ad opera della strega di En-Dor, su richiesta di Re Saul. 

Quella visione non poteva provenire da Dio, poiché una strega o altro medium non può indurre un profeta a comparire su sua richiesta (1 Sam. 28:20; 31:1–4). Primo e secondo libro di Samuele: In alcune bibbie i libri di 1 e 2 Samuele sono un solo libro; in altre sono due.

Questi libri coprono un periodo di circa centotrenta anni, dalla nascita di Samuele sino a poco prima della morte di Re Davide. Primo Libro di Samuele: I capitoli 1–4 narrano che il Signore maledì e punì la famiglia di Eli e chiamò Samuele come sommo sacerdote e giudice. I capitoli 4–6 raccontano come l'arca dell'alleanza cadde nelle mani dei Filistei.
I capitoli 7–8 descrivono gli ammonimenti di Samuele contro i falsi dèi e un malvagio re. 

I capitoli 9–15 descrivono l'incoronazione di Saul e il suo regno. I capitoli 16–31 raccontano la storia di Davide e della sua ascesa al potere.

Samuele unse Davide che aveva ucciso il gigante Goliath (Golia). Saul odiava Davide, ma questi si rifiutò di uccidere Saul, pur avendo la possibilità di farlo. Secondo libro di Samuele:

Questo libro contiene il resoconto dettagliato del regno di Davide come re di Giuda e infine di tutta Israele.
I capitoli 1–4 raccontano la lunga lotta tra i seguaci di Davide e quelli di Saul dopo che Davide fu incoronato in Giuda. I capitoli 5–10 raccontano come Davide diventò potente in molti paesi
.
I capitoli 11–21 raccontano il declino della forza spirituale di Davide a causa dei suoi peccati e della ribellione avvenuta in seno alla sua famiglia. I capitoli 22–24 descrivono i tentativi fatti da Davide di riconciliarsi con il Signore.  
















IL VOTO DI NAZIREATO   

Samuele è l’ultimo giudice d’Israele e il primo dei profeti; la sua vita è narrata principalmente nei capitoli 1-15 del I libro di Samuele della Bibbia, gli altri capitoli parlano di Saul primo re, mentre il secondo libro di Samuele, parla del grande Re Davide. 

La vicenda della sua vita inizia verso il 1070 a.C. e finisce verso il 980 a.C.; come per altre figure della Bibbia, anche la sua nascita è dovuta alle preghiere di una madre pia ma sterile, come Sara moglie di Abramo, la madre di Sansone, ecc.; il figlio viene considerato in questo modo un dono divino, assoluto, frutto della preghiera materna e della grazia divina; Samuele avrà così questo nome che ha il significato di “l’ho domandato al Signore”. 

La madre Anna nell’implorare la sua nascita perché sterile, fa voto al Signore di consacrarlo a Lui, secondo le regole del nazireato, che comprendeva fra l’altro la crescita senza il taglio dei capelli e l’astensione dalle bevande alcoliche.

Una volta nato, Samuele è tenuto in famiglia fino allo svezzamento, che a quell’epoca era prolungato fino al secondo o terzo anno di vita; giunto il momento, con il consenso del marito e padre del bambino Elkana, la madre Anna lo conduce al santuario di Silo, nella Palestina centrale, dove si custodiva l’Arca dell’Alleanza e lo consegna al gran sacerdote Eli, affinché cresca nel tempio, come consacrato a Dio. 

Prima di ritornare, Anna eleva a Dio un cantico di lode, in cui si sottolinea la potenza divina, che trasforma la prepotenza dei potenti in un trionfo finale dei più deboli e la sterilità emarginante di una donna, in una fertilità di madre, come nel suo caso.

Il primo libro di Samuele, scritto come il secondo, da un anonimo nel secolo IX a.C., prosegue con la descrizione del santuario di Silo, dove in contrapposizione al giusto sacerdote Eli, vi erano i due figli Ofni e Finees, anch’essi per discendenza sacerdoti del tempio, che però erano ‘perversi’ abusando delle donne addette ad alcuni incarichi e non erano giusti nella ripartizione delle parti degli animali offerti.     



LA SCONFITTA E LA MORTE DI SAUL   

Saul apparteneva alla tribù di Beniamino, la Bibbia lo descrive come un uomo alto, forte, un guerriero temibile e valoroso, icona del perfetto uomo.
Come capo militare Saul compì cose importanti e liberò le tribù d’Israele dal dominio dei Filistei. Saul era tormentato da uno spirito maligno che Davide placava con la sua musica.
Saul era geloso di Davide e tentò più volte di ucciderlo, ma non vi riuscì, anzi, fu graziato da Davide stesso quando ebbe l’opportunità di ucciderlo:   


“Quando Saul tornò dall'azione contro i Filistei, gli riferirono: "Ecco, Davide è nel deserto di Engàddi".  Saul scelse tremila uomini valenti in tutto Israele e partì alla ricerca di Davide di fronte alle Rocce dei caprioli.  Arrivò ai recinti dei greggi lungo la strada, ove c'era una caverna. Saul vi entrò per un bisogno naturale, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna.  Gli uomini di Davide gli dissero: "Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: Vedi, metto nelle tue mani il tuo nemico, trattalo come vuoi". Davide si alzò e tagliò un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere.  Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore per aver tagliato un lembo del mantello di Saul.  Poi disse ai suoi uomini: "Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perché è il consacrato del Signore".  Davide dissuase con parole severe i suoi uomini e non permise che si avventassero contro Saul. Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.  Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla grotta e gridò a Saul: "O re, mio signore"; Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò.  Davide continuò rivolgendosi a Saul: "Perché ascolti la voce di chi dice: Ecco Davide cerca la tua rovina?  Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto che il Signore ti aveva messo oggi nelle mie mani nella caverna. Mi fu suggerito di ucciderti, ma io ho avuto pietà di te e ho detto: Non stenderò la mano sul mio signore, perché egli è il consacrato del Signore.  Guarda, padre mio, il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando ho staccato questo lembo dal tuo mantello nella caverna, vedi che non ti ho ucciso. Riconosci dunque e vedi che non c'è in me alcun disegno iniquo né ribellione, né ho peccato contro di te; invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla.  Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi confronti, poiché la mia mano non si stenderà su di te.  Come dice il proverbio antico:  Dagli empi esce l'empietà  e la mia mano non sarà contro di te.  Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi insegui? Un cane morto, una pulce.  Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e giudichi la mia causa e mi faccia giustizia di fronte a te".  Quando Davide ebbe finito di pronunziare verso Saul queste parole, Saul disse: "È questa la tua voce, Davide figlio mio?". Saul alzò la voce e pianse.  Poi continuò verso Davide: "Tu sei stato più giusto di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male.  Oggi mi hai dimostrato che agisci bene con me, che il Signore mi aveva messo nelle tue mani e tu non mi hai ucciso.  Quando mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare per la sua strada in pace? Il Signore ti renda felicità per quanto hai fatto a me oggi.  Or ecco sono persuaso che, certo, regnerai e che sarà saldo nelle tue mani il regno d'Israele.  Ma tu giurami ora per il Signore che non sopprimerai dopo di me la mia discendenza e non cancellerai il mio nome dalla casa di mio padre".  Davide giurò a Saul. Saul tornò a casa, mentre Davide con i suoi uomini salì al rifugio”. 
(1 SAMUELE 24:2-23)     

















Nell'immagine Davide dimostra a Saul di avergli risparmiato la vita  



Successivamente Saul andò da una negromante di endor per farsi evocare il profeta Samuele recentemente morto:   


“Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il lamento su di lui; poi l'avevano seppellito in Rama sua città. Saul aveva bandito dal paese i negromanti e gl'indovini.  I Filistei si radunarono, si mossero e posero il campo in Sunàm. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul Gelboe. 
Quando Saul vide il campo dei Filistei, rimase atterrito e il suo cuore tremò di paura.  Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose né attraverso sogni, né mediante gli Urim, né per mezzo dei profeti.   
Allora Saul disse ai suoi ministri: "Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla".
I suoi ministri gli risposero: "Vi è una negromante nella città di Endor".  Saul si camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella donna di notte. Disse: "Pratica la divinazione per me con uno spirito. Evocami colui che io ti dirò".  La donna gli rispose: "Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dal paese i negromanti e gli indovini e tu perché tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?".  Saul le giurò per il Signore: "Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda".  Essa disse: "Chi devo evocarti?". Rispose: "Evocami Samuele".  La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse quella donna a Saul: "Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!".  Le rispose il re: "Non aver paura, che cosa vedi?". La donna disse a Saul: "Vedo un essere divino che sale dalla terra".  Le domandò: "Che aspetto ha?". Rispose: "È un uomo anziano che sale ed è avvolto in un mantello". Saul comprese che era veramente Samuele e si inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò.   Allora Samuele disse a Saul: "Perché mi hai disturbato e costretto a salire?". Saul rispose: "Sono in grande difficoltà. I Filistei mi muovono guerra e Dio si è allontanato da me; non mi ha più risposto né per mezzo dei profeti, né per mezzo dei sogni; perciò ti ho evocato, perché tu mi manifesti quello che devo fare".  Samuele rispose: "Perché mi vuoi consultare, quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo nemico?  Il Signore ha fatto nei tuoi riguardi quello che ha detto per mia bocca. Il Signore ha strappato da te il regno e l'ha dato al tuo prossimo, a Davide.  Poiché non hai ascoltato il comando del Signore e non hai dato effetto alla sua ira contro Amalek, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo.  Il Signore abbandonerà inoltre Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore consegnerà anche l'accampamento d'Israele in mano ai Filistei”. 
(1 SAMUELE 28:3-19)     



Saul trova la morte per le sue colpe insieme a suoi figli, tra essi muore anche Gionata, l’amico fedele di Davide:   

“I Filistei vennero a battaglia con Israele, ma gli Israeliti fuggirono davanti ai Filistei e ne caddero trafitti sul monte Gelboe.  I Filistei si strinsero attorno a Saul e ai suoi figli e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e Malkisuà, figli di Saul.  La lotta si aggravò contro Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri.  Allora Saul disse al suo scudiero: "Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quei non circoncisi a trafiggermi e a schernirmi". Ma lo scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra.  Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla sua spada e morì con lui.  Così morirono insieme in quel giorno Saul e i suoi tre figli, lo scudiero e ancora tutti i suoi uomini.  Quando gli Israeliti che erano dall'altra parte della valle e quelli che erano oltre il Giordano, videro che l'esercito d'Israele era in fuga ed erano morti Saul e i suoi figli, abbandonarono le loro città e fuggirono. I Filistei vennero e vi si stabilirono.  Il giorno dopo, quando i Filistei vennero per depredare i cadaveri, trovarono Saul e i suoi tre figli caduti sul monte Gelboe.  Essi tagliarono la testa di lui, lo spogliarono dell'armatura e inviarono queste cose nel paese dei Filistei, girando dovunque per dare il felice annunzio ai templi dei loro idoli e a tutto il popolo.  Posero poi le sue armi nel tempio di Astàrte e appesero il suo corpo alle mura di Beisan.  I cittadini di Iabes di Gàlaad vennero a sapere quello che i Filistei avevano fatto a Saul.  Allora tutti gli uomini valorosi si mossero: partirono nel pieno della notte e sottrassero il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli dalle mura di Beisan, li portarono a Iabes e qui li bruciarono.  Poi presero le loro ossa, le seppellirono sotto il tamarisco che è in Iabes e fecero digiuno per sette giorni”. 
(1 SAMUELE 31:1-13)   




IL SEME DI DAVIDE   

Il regno di Davide viene collocato dagli studiosi tra il 1000 e il 980 a.C.
Insieme al regno di Salomone, figlio di Davide, rappresenta il momento storico di massimo splendore per Israele. 

Davide fu eletto Re per volontà divina.
Era biondo e bello, fu un musicista e poeta, e a lui si attribuisce la maggior parte dei Salmi. 

Archetipo dell’eroe invincibile e coraggioso, nella Bibbia si narra che aveva affrontato a mani nude orsi e Leoni. 

Questi sono simboli più teologici che storici che ci indicano la grandezza di questa straordinaria figura capace addirittura di vincere contro alcuni determinati poteri mondani.
Quando era giovane sconfisse il temibile gigante Golia con una fionda, dopo lo decapitò.

Ebbe una vita gloriosa, sposò Micol, figlia del Re Saul, e fu un grande amico di Gionata, anch’egli figlio di Saul, legittimo erede al trono.

Davide ebbre tre mogli: Micol, Abigail, Betsabea. Conquistò Gerusalemme che divenne la capitale di Israele dopo aver sconfitto tutti i nemici. 

Qui Davide fece trasportare l’Arca dell’Alleanza che gli ebrei aveva costruito nel deserto per contenere le Tavole della legge e per comunicare con il Signore. Gerusalemme divenne da allora il centro politico e religioso d’Israele. Successivamente Salomone, figlio di Davide, edificò il tempio, il più importante santuario di Giuda e successivamente di tutto Israele.
Il profeta Nathan profetizza a David la discendenza eterna del Messia, da Davide sarebbe disceso il Re dei Re - Il Re Santo – Gesù Cristo.   



“ I Filistei radunarono di nuovo l'esercito per la guerra e si ammassarono a Soco di Giuda e si accamparono tra Soco e Azekà, a Efes-Dammìm.   Anche Saul e gli Israeliti si radunarono e si accamparono nella valle del Terebinto e si schierarono a battaglia di fronte ai Filistei.  I Filistei stavano sul monte da una parte e Israele sul monte dall'altra parte e in mezzo c'era la valle.  Dall'accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo.  Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo.  Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle.  L'asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell'asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero.  Egli si fermò davanti alle schiere d'Israele e gridò loro: "Perché siete usciti e vi siete schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e voi servi di Saul? Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro di me.  Se sarà capace di combattere con me e mi abbatterà, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarrò io su di lui e lo abbatterò, sarete voi nostri schiavi e sarete soggetti a noi".  Il Filisteo aggiungeva: "Io ho lanciato oggi una sfida alle schiere d'Israele. Datemi un uomo e combatteremo insieme".  Saul e tutto Israele udirono le parole del Filisteo; ne rimasero colpiti ed ebbero grande paura.  Davide era figlio di un Efratita da Betlemme di Giuda chiamato Iesse, che aveva otto figli. Al tempo di Saul, quest'uomo era anziano e avanti negli anni.  I tre figli maggiori di Iesse erano andati con Saul in guerra. Di questi tre figli, che erano andati in guerra, il maggiore si chiamava Eliab, il secondo Abìnadab, il terzo Samma.  Davide era ancor giovane quando i tre maggiori erano partiti dietro Saul.  Egli andava e veniva dal seguito di Saul e badava al gregge di suo padre in Betlemme.  Il Filisteo avanzava mattina e sera; continuò per quaranta giorni a presentarsi.  Ora Iesse disse a Davide suo figlio: "Prendi su per i tuoi fratelli questa misura di grano tostato e questi dieci pani e portali in fretta ai tuoi fratelli nell'accampamento.   Al capo di migliaia porterai invece queste dieci forme di cacio. Informati della salute dei tuoi fratelli e prendi la loro paga.   Saul con essi e tutto l'esercito di Israele sono nella valle del Terebinto a combattere contro i Filistei".  Davide si alzò di buon mattino: lasciò il gregge alla cura di un guardiano, prese la roba e partì come gli aveva ordinato Iesse. Arrivò all'accampamento quando le truppe uscivano per schierarsi e lanciavano il grido di guerra.  Si disposero in ordine Israele e i Filistei: schiera contro schiera.  Davide si tolse il fardello e l'affidò al custode dei bagagli, poi corse tra le file e domandò ai suoi fratelli se stavano bene.  Mentre egli parlava con loro, ecco il campione, chiamato Golia, il Filisteo di Gat, uscì dalle schiere filistee e tornò a dire le sue solite parole e Davide le intese.  Tutti gli Israeliti, quando lo videro, fuggirono davanti a lui ed ebbero grande paura.  Ora un Israelita disse: "Vedete quest'uomo che avanza? Viene a sfidare Israele. Chiunque lo abbatterà, il re lo colmerà di ricchezze, gli darà in moglie sua figlia ed esenterà la casa di suo padre da ogni gravame in Israele".  Davide domandava agli uomini che stavano attorno a lui: "Che faranno dunque all'uomo che eliminerà questo Filisteo e farà cessare la vergogna da Israele? E chi è mai questo Filisteo non circonciso per insultare le schiere del Dio vivente?".  Tutti gli rispondevano la stessa cosa: "Così e così si farà all'uomo che lo eliminerà".  Lo sentì Eliab, suo fratello maggiore, mentre parlava con gli uomini, ed Eliab si irritò con Davide e gli disse: "Ma perché sei venuto giù e a chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco la tua boria e la malizia del tuo cuore: tu sei venuto per vedere la battaglia".  Davide rispose: "Che ho dunque fatto? Non si può fare una domanda?".  Si allontanò da lui, si rivolse a un altro e fece la stessa domanda e tutti gli diedero la stessa risposta.  Sentendo le domande che faceva Davide, pensarono di riferirle a Saul e questi lo fece venire a sé.  Davide disse a Saul: "Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo".  Saul rispose a Davide: "Tu non puoi andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua giovinezza".  Ma Davide disse a Saul: "Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge.  Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e lo uccidevo.  Il tuo servo ha abbattuto il leone e l'orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha insultato le schiere del Dio vivente".  Davide aggiunse: "Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo". Saul rispose a Davide: "Ebbene và e il Signore sia con te".  Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza.  Poi Davide cinse la spada di lui sopra l'armatura, ma cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: "Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato". E Davide se ne liberò.  Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo.  Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva.  Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.  Il Filisteo gridò verso Davide: "Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?". E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei.  Poi il Filisteo gridò a Davide: "Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche".  Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato.  In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.  Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani".  Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo.  Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.  Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada.  Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.  Si levarono allora gli uomini d'Israele e di Giuda alzando il grido di guerra e inseguirono i Filistei fin presso Gat e fino alle porte di Ekron. I Filistei caddero e lasciarono i loro cadaveri lungo la via fino a Saaràim, fino a Gat e fino ad Ekron.  Quando gli Israeliti furono di ritorno dall'inseguimento dei Filistei, saccheggiarono il loro campo.  Davide prese la testa del Filisteo e la portò a Gerusalemme. Le armi di lui invece le pose nella sua tenda.  Saul, mentre guardava Davide uscire incontro al Filisteo, aveva chiesto ad Abner capo delle milizie: "Abner, di chi è figlio questo giovane?". Rispose Abner: "Per la tua vita, o re, non lo so".  Il re soggiunse: "Chiedi tu di chi sia figlio quel giovinetto".       
Quando Davide tornò dall'uccisione del Filisteo, Abner lo prese e lo condusse davanti a Saul mentre aveva ancora in mano la testa del Filisteo.  Saul gli chiese: "Di chi sei figlio, giovane?". Rispose Davide: "Di Iesse il Betlemmita, tuo servo”. 
(1 SAMUELE 17:1-58)   



















Nella Bibbia Davide si macchia anche di crimini passionali che lo vedono come protagonista di una storia di romanzo. Commette adulterio con la bellissima moglie di Uria (Betsebea), un suo fedele comandante membro dei Gibbõrīm, guardie del corpo speciali del Re.  

Davide fa uccidere Uria in battaglia schierandolo nelle prime linee e poi sposa Betsebea che darà alla luce due figli: il primo morì per volere del Signore, il secondo fù Salomone, uomo di Dio.   Davide compose il famoso Salmo 51 proclamando il suo pentimento reale sulla vicenda di Uria:  

“Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.     Quando venne da lui il profeta Natan dopo che aveva peccato con Betsabea.    Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;  nella tua grande bontà cancella il mio peccato.    Lavami da tutte le mie colpe,  mondami dal mio peccato”.
(SALMO 51:1-4)


Il regno d’Israele a causa di questo peccatto commesso dal proprio Re inizia a sgretolarsi fino al punto di perdere l’unità del regno che con molta fatica aveva ottenuto, tuttavia Davide, a differenza di Saul, resta nella Bibbia l’amato dal Signore. 
L’Eterno ama Davide per sempre, ed è da questa stirpe di Giuda, infatti, che proviene il Messia Santo: Gesù Cristo.    Secondo la Kabbalah Re Davide corrisponde alla Sefirah Malkhut del mondo spirituale Azilut.  Davide simboleggia l’archetipo del frutto dell’amore dell’Altissimo per le creature.  


“Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, levati contro il furore dei nemici, alzati per il giudizio che hai stabilito”. 
(SALMO 7:7)   



“ Salmo. Di Davide.  Il Signore è il mio pastore:  non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare  ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,  per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura,  non temerei alcun male, perché tu sei con me.  Il tuo bastone e il tuo vincastro  mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa  sotto gli occhi dei miei nemici;  cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne  tutti i giorni della mia vita,  e abiterò nella casa del Signore  per lunghissimi anni ”. 
(SALMO 23)                




LA “CASA” DI DAVID – LA STIRPE DAVIDICA DA CUI PROVERRA’ IL MESSIA SANTO 

Nel periodo successivo a Salomone vi fu la deportazione in Babilonia, come profetizzò il profeta Geremia:

 “Tutta questa regione sarà abbandonata alla distruzione e alla desolazione e queste genti resteranno schiave del re di Babilonia per settanta anni”. 
(GEREMIA 25:11)   


“Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?  Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?  Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere.   Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia.  Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:  abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario”. (SALMO 27:1-4)  











Vi furono altri profeti che profetizzarono la venuta del Messia Salvatore: Il Re Unto d’Israele – Tra questi ricordiamo Elia, Isaia, Daniele, Zaccaria. 

L’uomo Gesù è di stirpe Davidica da parte del “Padre” (Giuseppe) - Il Cristo, nato da Spirito Santo, battezzato con l’acqua da Giovanni il Battista, e “rinato” dal “fuoco” (concepimento virginale alchemico - l’auto-generazione tantrica di colui che impregna sé stesso – 40 giorni nel deserto), una sorta di “iniziazione”; in quanto Logos di Dio incarnato ritorna ad essere un’entità senza generazione alla maniera di Melchisedech, l’eterno sacerdote dei sacerdoti e simbolo per eccellenza di colui che è perennemente vicino a Dio. 

Melchisedech, come l’Adam Kadmon cabalistico, il primo uomo creato con il solo corpo sottile, ed il Barbelo gnostico, la prima emanazione androgina divina, sembrerebbe in qualche modo esente dalla contaminazione materiale poiché egli, come gli altri due, è a tutti gli effetti un’entità spirituale pur sembrando un uomo. 

Melchisedech, come Cristo, è l’archetipo della realizzazione spirituale stessa da raggiungere, egli è sacerdote dell’Altissimo, sempre connesso ai regni superiori e all’Eterno (El Elyon) – Dio.  


 “Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino” 
(APOCALISSE 22:16).   


L’Aposoto Paolo nella Lettera ai Romani rimarca questa doppia essenza di Cristo: umana e Divina:   

“Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo”. 
(ROMANI 1:1-6)   



Nella seconda lettera a Timoteo troviamo le seguenti parole: 

 “Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa. Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo, a causa del quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti, perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.  Certa è questa parola:  Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo;  se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele,  perché non può rinnegare se stesso”. 
(2 TIMOTEO 2:7-13)             



















Nella Lettera agli Ebrei nel capitolo sette troviamo le analogie tra Cristo e Melchisedech:  


“Questo Melchìsedek infatti, re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; a lui Abramo diede la decima di ogni cosa; anzitutto il suo nome tradotto significa re di giustizia; è inoltre anche re di Salem, cioè re di pace.  Egli è senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno.  Considerate pertanto quanto sia grande costui, al quale Abramo, il patriarca, diede la decima del suo bottino.  In verità anche quelli dei figli di Levi, che assumono il sacerdozio, hanno il mandato di riscuotere, secondo la legge, la decima dal popolo, cioè dai loro fratelli, essi pure discendenti da Abramo.  Egli invece, che non era della loro stirpe, prese la decima da Abramo e benedisse colui che era depositario della promessa.  Ora, senza dubbio, è l'inferiore che è benedetto dal superiore.  Inoltre, qui riscuotono le decime uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive.  Anzi si può dire che lo stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua decima in Abramo:  egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek.  Or dunque, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico - sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge - che bisogno c'era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchìsedek, e non invece alla maniera di Aronne?  Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge.  Questo si dice di chi è appartenuto a un'altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all'altare.   È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.   Ciò risulta ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di Melchìsedek, sorge un altro sacerdote, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile.   Gli è resa infatti questa testimonianza:  Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.  Si ha così l'abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità - la legge infatti non ha portato nulla alla perfezione - e si ha invece l'introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio.  Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:  Il Signore ha giurato e non si pentirà:  tu sei sacerdote per sempre.  Per questo, Gesù è diventato garante di un'alleanza migliore.  Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.  Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.  Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso.  La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all'umana debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno”. 
(EBREI 7:1-28)    



“Commemorazione di san Davide, re e profeta, che, figlio di Iesse il Betlemita, trovò grazia presso Dio e fu unto con olio santo dal profeta Samuele, perché regnasse sul popolo d’Israele; trasportò nella città di Gerusalemme l’Arca dell’Alleanza del Signore e il Signore stesso gli giurò che la sua discendenza sarebbe rimasta in eterno, perché da essa sarebbe nato Gesù Cristo secondo la carne”. 
(Martirologio Romano – San Davide Re)  



“ Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode.  Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate.  Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.  Poiché retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera.  Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra.  Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.  Come in un otre raccoglie le acque del mare, chiude in riserve gli abissi.  Tema il Signore tutta la terra, tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,  perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.  Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli.  Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.  Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini.  Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere.  Il re non si salva per un forte esercito né il prode per il suo grande vigore.  Il cavallo non giova per la vittoria, con tutta la sua forza non potrà salvare.  Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.  L'anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostro scudo.  In lui gioisce il nostro cuore e confidiamo nel suo santo nome.  Signore, sia su di noi la tua grazia, perché in te speriamo 
(SALMO 33:1-22)  


Come abbiamo già riportato in precedenza: 

…Gesù diviene il simbolo e archetipo dell’uomo nuovo o Novello Adamo, capace di completare e trasformare l’opera di Dio dell’Antico Testamento in amore e perdono.   Gesù Cristo compie miracoli che l’accostano ad Elia, il profeta che resuscitò il figlio della vedova, a Mosè, che sfama e libera gli Israeliti durante l’Esodo, Gesù moltiplica i pani e i pesci, poi cammina sulle rive del Giordano imitando Giosuè, braccio destro di Mosè, che aveva il compito di portare gli ebrei e l’Arca dell’Alleanza al di là del Giordano verso la Terra promessa. 
Una similitudine la possiamo anche notare per i dodici sacerdoti che portavano l’Arca dell’Alleanza con i dodici Apostoli che Cristo scelse per lasciare loro l’eredità spirituale – dodici erano anche le tribù d’Israele scelte da Dio e che successivamente vengono sostituite dal Cristo con gli Apostoli. Il Cristo appena nato che venne portato in terra di Egitto per fuggire dall’ira di Erode il Grande ci ricorda invece Giuseppe figlio di Giacobbe che fu venduto come schiavo dai suoi fratelli; successivamente Giuseppe divenne una figura importantissima e perdonò i suoi fratelli. Gesù di Nazaret viene quindi considerato erede divino delle grandi figure dell’Antico Testamento. 
Con il sacrificio fatto dal Cristo di finire in croce per l’umanità si sono compiuti tutti i sacrifici,  rendendo i sacrifici menzionati nell’Antico Testamento non più necessari; imitando Melchisedech, l’Eterno sacerdote di tutti i sacerdoti, e come aveva predetto il profeta Osea, il Nazareno cambiò il mondo.   


“ I FIGLI D' ISRAELE INFATTI STARANNO PER PARECCHIO TEMPO SENZA RE, SENZA CAPO, SENZA SACRIFICIO ”.
 (OSEA 3:4)       


Tramite le profezie bibliche dell’Antico testamento possiamo dedurre chiaramente che Gesù di Nazaret è il Messia!   

Egli è l’unico che sia entrato a Gerusalemme nel tempo predetto dai profeti come fu annunciato:  

“ ESULTA GRANDEMENTE O FIGLIA DI SION, MANDA GRIDA DI GIOIA, O FIGLIA DI GERUSALEMME; ECCO IL TUO RE VIENE A TE; EGLI E' GIUSTO E VITTORIOSO, UMILE, IN GROPPA AD UN ASINO, SOPRA UN PULEDRO, IL PICCOLO DELL'ASINA ”. 
(ZACCARIA 9:9) 


“ PER TANTO IL SIGNORE STESSO VI DARA' UN SEGNO. ECCO: “ LA VERGINE CONCEPIRA' E PARTORIRA' UN FIGLIO, CHE CHIAMERA' EMMANUELE ( DIO CON NOI) ”. (ISAIA 7:14)  


“ DISPREZZATO ED ABBANDONATO DAGLI UOMINI ... STRAPPATO DALLA TERRA DEI VIVENTI E COLPITO A CAUSA DEI PECCATI DAL MIO POPOLO ”. 
(ISAIA 53;3-8)   


“ DOPO UN UNTO SARA' SOPPRESSO MA NESSUNO SARA' PER LUI. IL POPOLO DI UN CAPO CHE VERRA' , DISTRUGGERA' LA CITTA' ED IL SANTUARIO (IL TEMPIO) ”. 
(DANIELE 9:26)   


Tutto si è compiuto dalla nascita di Gesù di Nazaret, passando dalla sua venuta, la sua morte, arrivando infine alla sua resurrezione.   


“ DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO ?... M'HANNO FORATO LE MANI E I PIEDI ... ”.  
(SALMO 22; 1;16)   


Non ci sono dubbi teologici nelle Sacre Scritture: Gesù di Nazaret è il Messia! egli infatti è l’unico che il giorno esatto annunciato dall’Arcangelo Gabriele a Daniele, entrò su di un asina a Gerusalemme, osannato, rigettato e crocifisso come i profeti ebrei avevano predetto.  


“Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti”. 
(ISAIA 53:5)  



















Israele, in quei giorni sotto il dominio di Roma, aspettava proprio quel tipo di uomo, il liberatore, Messia o Cristo l'unto dal signore. Il popolo ebraico attendeva il vero Re, il Messia, colui che avrebbe governato nuovamente nel mondo ebraico. Di fatto Gesù non rappresentava quel modello di Re che gli uomini si aspettavano. 

Forse proprio per questo motivo Giuda consegnò Gesù alle autorità ebraiche per far sì che si scatenasse la rivoluzione contro Roma. In realtà Gesù Cristo è il Re dei Re nella visione Divina e non mondana.

E’ cioè colui che non manda gli altri a morire come fanno i Re della terra, ma è invece egli stesso che va a morire per gli altri e che fa riporre le spade nel nome dell’amore, restando il simbolo e l’archetipo del Dio vivente.

Gesù ha ripercorso tappe importanti, tipo quella di Mosè, che ha ricevuto le tavole della legge ed Elia, che le la ha poi difese e custodite. Abbiamo infine costatato con riferimenti di personaggi storici e con altri concetti, che la natura dei Vangeli non è frutto dell'invenzione degli Evangelisti, ma tutt'altro; è un accurato resoconto di quella storia ebraica che avvenne più di duemila anni fa e che fu trasmessa molto probabilmente dapprima a livello orale e successivamente scritta.   


“ POI GESU’ DISSE: “ QUESTO E’ IL MIO SANGUE, IL SANGUE DELLA NUOVA ALLEANZA, CHE E’ SPARSO PER MOLTI ”. 
(MARCO 14:24) 


Inoltre anche Davide nel  Salmo 22 profetizza Gesù Cristo – riportiamo il Salmo per intero: “Al maestro del coro. Sull'aria: 


"Cerva dell'aurora".  Salmo. Di Davide.  "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?  
Tu sei lontano dalla mia salvezza":  sono le parole del mio lamento.  Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,grido di notte e non trovo riposo.  Eppure tu abiti la santa dimora, tu, lode di Israele.  In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati;  a te gridarono e furono salvati, sperando in te non rimasero delusi.  Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.  Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo:  "Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico".  Sei tu che mi hai tratto dal grembo, mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.  Al mio nascere tu mi hai raccolto, dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.  Da me non stare lontano, poiché l'angoscia è vicina e nessuno mi aiuta.  Mi circondano tori numerosi, mi assediano tori di Basan.  Spalancano contro di me la loro bocca come leone che sbrana e ruggisce.  Come acqua sono versato, sono slogate tutte le mie ossa.  Il mio cuore è come cera, si fonde in mezzo alle mie viscere.  È arido come un coccio il mio palato,la mia lingua si è incollata alla gola,  su polvere di morte mi hai deposto. Un branco di cani mi circonda,  mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi,  posso contare tutte le mie ossa.   Essi mi guardano, mi osservano:  si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.  Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, accorri in mio aiuto.  Scampami dalla spada, dalle unghie del cane la mia vita.  Salvami dalla bocca del leone e dalle corna dei bufali.  Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea.  Lodate il Signore, voi che lo temete, gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,  lo tema tutta la stirpe di Israele; perché egli non ha disprezzato  né sdegnato l'afflizione del misero, non gli ha nascosto il suo volto,  ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.      Sei tu la mia lode nella grande assemblea,scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.  I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano:  "Viva il loro cuore per sempre".  Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra,si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli.  Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni.  A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno  quanti discendono nella polvere.  E io vivrò per lui, lo servirà la mia discendenza.  Si parlerà del Signore alla generazione che viene; annunzieranno la sua giustizia;  al popolo che nascerà diranno:  "Ecco l'opera del Signore!". 
(SALMO 22:1-32) 


In questi versetti possiamo notare i segni della crocifissione di cristo, e gli verrà anche profetizzato che non gli verranno rotte nessun ossa: hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa.  Anche nel Salmo 34 viene riportato questo passaggio di nessun osso spezzato. “Preserva tutte le sue ossa,  neppure uno sarà spezzato”.  
(SALMO 34:21)  



Notiamo anche la profezia dei soldati che si giocano a sorte la tunica del Cristo: si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.   


“Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.  Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,  ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.  Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.  Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso”. 
(GIOVANNI 19:32-36) 


Cristo è l’Agnello di Dio sacrificato per il mondo.

Colui che dà salvezza con la propria vita. 


“In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso”. 
(ESODO 12:46) 


Come non “vedere” attraverso questi testi sacri l’impronta di qualcosa, o di qualcuno, più grande di noi ? L’Eterno ha realmente esaudito le profezie attraverso la venuta di Cristo: l’Amore del Dio che si fa uomo per salvare l’umanità. 


Il Cristo ha davvero sconfitto gli Arconti come sostenevano gli gnostici. 
Il Cristo ha davvero salvato coloro che seguono il suo simbolismo come sostengono i cristiani.

“Nessuno ha un amore più grande di questo: Dare la vita per i propri amici”. 
(Giovanni 15:13) 


“GESU’ NAZARENO RE DEI GIUDEI” 
(Giovanni 19:19-20) 


Dio salva! – Yeshua/Gesù  “colui che salva”.   



















“ POI GESU’ DISSE: “ QUESTO E’ IL MIO SANGUE, IL SANGUE DELLA NUOVA ALLEANZA, CHE E’ SPARSO PER MOLTI ”. 
(MARCO 14:24)     

“ POI PRESE DEL PANE, RESE GRAZIE E LO RUPPE, E LO DIEDE LORO DICENDO: “ QUESTO E' IL MIO CORPO CHE E' DATO PER VOI; FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME ”. 
(LUCA 22:19)    


 “IO SONO LA VIA, LA VERITA’ E LA VITA. NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME”.
(GIOVANNI 14:6)    


“…CHI HA VISTO ME HA VISTO IL PADRE …”. 
(GIOVANNI 14:9)     


“ CREDETEMI: IO SONO NEL PADRE E IL PADRE E' IN ME: SE NON ALTRO, CREDETELO PER LE OPERE STESSE ”. 
(GIOVANNI 14:11)


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MICHELE P.