Misticismo - Esoterismo

La Rosa come Simbolo dell'Anima in evoluzione.

La Mistica dell'Anima - Il Nettare della Rosa

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Dio, Teologia, Misticismo, Filosofia, Gnosi, Esoterismo.

giovedì 23 gennaio 2014

GIOACCHINO DA FIORE













Monaco cistercense, esegeta (Celico 1145 circa - San Giovanni in Fiore 1202). Secondo i dati tradizionali, Gioacchino da Fiore era figlio d'un notaio e, dopo un viaggio in Terrasanta, ove prese piena coscienza della sua vocazione monastica, entrò nell'ordine cistercense, all'abbazia della Sambucina.

Dopo esser passato per varî monasteri fu abate a Corazzo fino al 1187, quando da papa Clemente III fu esonerato dai suoi doveri di abate perché potesse liberamente attendere ai suoi studî.

Ritiratosi in meditazione sulla Sila, in vita eremitica, raccolse intorno a sé dei seguaci con i quali costruì l'eremo di S. Giovanni in Fiore e costituì l'ordine, poi detto florense, approvato da Celestino III con una bolla del 1196.

Combattuto dai cistercensi, ma appoggiato dall'imperatore Enrico VI di Hohenstaufen e da sua moglie Costanza, poté tuttavia dedicare le sue energie alla redazione delle proprie opere e al consolidamento dell'ordine.

Tra le sue opere teologiche: il De articulis fidei e il De unitate seu essentia Trinitatis, contro Pietro Lombardo, opera condannata poi nel Concilio Lateranense del 1215 e oggi dispersa (un Liber contra Lombardum di analogo contenuto, giunto fino a noi, è di scuola gioachimita); tra le esegetiche: Concordia Novi ac Veteris Testamenti, la Expositio in Apocalipsim e il Psalterium decem chordarum e, incompiuto, il Tractatus super quattuor Evangelia; una raccolta di sermoni; una biografia di s. Benedetto e infine una polemica contro gli Ebrei, il Contra Iudeos.

Assai discussa l'autenticità di un compendio delle dottrine di Gioacchino, con illustrazioni esplicative coeve, noto come Liber figurarum.

Fulcro di tutto il pensiero di Gioacchino da Fiore è la considerazione dell'unità e trinità di Dio, pensate non solo nell'interiorità del processo divino, ma anche, e più, nel loro esplicarsi nella realtà storica, che va perciò intesa come il manifestarsi di una economia provvidenziale, in cui a ogni persona della Trinità corrisponde un'era storica: così al Padre corrisponde l'epoca precedente la venuta di Cristo e il relativo Libro sacro, il Vecchio Testamento; al Figlio l'epoca appunto di Cristo e della Chiesa con il Nuovo Testamento; allo Spirito Santo, un'epoca ancora futura, l'età dello Spirito.

Ma come le tre persone trinitarie costituiscono l'unità divina, così le tre epoche sono legate tra loro da una corrispondenza proporzionale, per cui ogni personaggio storico della prima epoca ha l'equivalente, sempre, nella seconda: per es., Abramo e Zaccaria, Sara ed Elisabetta, Isacco e Giovanni Battista, i dodici patriarchi e i dodici apostoli.

Questa corrispondenza, chiamata da Gioacchino da Fiore concordia, gli permette poi d'intravedere le linee fondamentali della terza età, che sarà età di suprema libertà, di perfetta carità, di completa spiritualità.

Guida del genere umano nella terza età sarà un ordine religioso perfetto (pensò ai suoi florensi?

Certo i francescani pensarono al proprio ordine), che assorbirà in sé laici, clero e la stessa gerarchia ecclesiastica, avviando tutti i fedeli alla perfezione cristiana.

Una Chiesa così costituita, nella terza età, può certo attendere senza timore la venuta dell'Anticristo, con le terribili persecuzioni che l'accompagneranno, e poi il giudizio di Dio.

Profeta di questa nuova Chiesa, sottile ed entusiasta esegeta, Gioacchino da Fiore esercitò grande influenza sui suoi contemporanei, che o lo avversarono fieramente o ne furono ardenti seguaci (Gioachimiti).


Fonte Enciclopedia Treccani

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LE OPERE

 Gioacchino, esortato da Papa Lucio III, mise per iscritto la sua originale interpretazione delle Sacre Scritture. Tra le sue opere principali:

*Concordia Novi ac Veteris Testamenti
*Expositio in Apocalypsim
*Psalterium decem chordarum


A queste si aggiungono ancora:

*Apocalypsim Nova
*De Articulis Fidei
*De prophetia ignota
*De Septem Sigillis Dialogi de Praescientia
*Dei et de predestinatione electorum
*Enchiridion super Apocalypsim
*Epistulae
*Inteligentia super calathis ad abbatem Gaufridum
*Testamentum
*Universis Christi fidelibus
*Exhortatoriu Iudeorum
*Genealogia
*Liber Figurarum (scoperto da Leone Tondelli nel 1937)
*Poemi
*Prefatio in Apocalypsim
*Professio fidei
*Quaestio de Maria Magdalena
*Sermones
*Soliloquium
*Tractatus super quattuor Evangelia
*Tractatus in expositionem et regulae beati Benedicti
*Ultimis Tribulationibus


Sono inoltre riconosciuti:

Testi di dubbia attribuzione:

*Visio admiranda de gloria paradisi
*Hymnus de patria celesti


Testi apocrifi:

*Liber contra Lombardum
*Super Hieremia Praemissiones e Super Esaiam
*De oneribus prophetarum
*Expositio super Sibillis e Merlino
*Vaticinia de Summis Pontificibus (di dubbia provenienza)

Altri manoscritti vari chiamati Opuscoli.


Per maggiori Info: http://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_da_Fiore

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DANTE ALIGHIERI NELLA DIVINA COMMEDIA COLLOCA GIOACCHINO DA FIORE IN PARADISO:

"E lucemi dallato / il calavrese abate Giovacchino / di spirito profetico dotato".
 (Paradiso, XII)


















NEL LIBRO "STORIA DEI ROSA-CROCE", SECONDO L'AUTORE PAUL ARNOLD, FU GIOACCHINO DA FIORE, INSIEME AD ALTRI MISTICI CRISTIANI-GNOSTICI MEDIEVALI, AD ISPIRARE LA LEGGENDA DELL'ARCANO CAVALIERE CHRISTIAN ROSENKRUTZ, SIMBOLO PER ECCELLENZA E PRESUNTO "FAUTORE" DEI "ROSA-CROCE":

La dottrina Gioachimita, che da allora verrà chiamata "Vangelo Universale", si diffuse e continuò ad influenzare il pensiero cristiano anche dopo il 1260, quando l’appuntamento con l’avvento dell’Era dello Spirito sembrò essere "rimandato".

Oltre ad aver profondamente influenzato l’opera di Dante Alighieri, che modellò il Paradiso Terrestre secondo alcune figure simboliche elaborate dall’abate calabrese, tante figure di pensatori successivi s’ispirarono a lui.

Tra questi ricordiamo i predicatori Ugo di Digne, Salimbene da Parma, Ubertino da Casale e Girolamo Savonarola, alchimisti come l’inglese Ruggero Bacone, il francese Giovanni di Rupescissa e il catalano Arnaldo da Villanova, filosofi come Guglielmo di Ockam.

Quando Pietro Angeleri, predicatore ed eremita sulle montagne del Morrone, in Abruzzo, ascese al soglio pontificio come Celestino V, in molti videro nella sua figura e nelle sue opere la realizzazione delle profezie dell’abate Gioacchino.


Per maggiori info:
CHRISTIAN ROSENKRUTZ
http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_Rosenkreuz


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GIOACCHINO DA FIORE -LA VITA, IL PENSIERO, LE OPERE:


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MICHELE P.